In cosa consiste il gioco? Si sceglie una classe, si stringe amicizia
con altri personaggi, si va alla scoperta di zone da esplorare, mostri
da uccidere, oggetti da trovare, missioni da svolgere ed eventi a cui
partecipare. Tutto questo puo' essere divertente, ma non c'e' altro?
Il GDR (Gioco di Ruolo, inteso soprattutto come interpretazione) apre
un mondo di possibilita', ma la cosa piu' importante e' che permette
di cambiare completamente la prospettiva con cui si gioca: lo scopo
infatti non sara' piu' quello di svolgere ripetutamente, seppure con
entusiasmo, tutte le azioni descritte sopra (o peggio ancora diventare
EROI e considerare il gioco completato), ma sara' quello di divertirsi
nel creare delle storie attraverso l'interazione (sotto forma di
interpretazione) con gli altri personaggi. A questo punto, non sara' il
fatto in se stesso di sconfiggere un mostro o impadronirsi di un oggetto
difficile da trovare a darci soddisfazione, ma sara' il vivere la storia
che abbiamo ricamato sopra il piu' banale degli eventi, quindi il concetto
di vittoria perdera' il suo senso abituale assumendo quello che si vince
se si concepisce una bella storia, una in cui ci si diverte insieme ai
propri compagni.
Per capirci meglio, consideriamo due esempi. Ecco il primo:
1) Il giocatore A (e sottolineo Giocatore) chiede (tramite DI) ai
giocatori B e C di aiutarlo a uccidere un potente mostro. I tre
raggiungono il mostro, lo uccidono e poi ognuno torna a farsi
gli affari suoi.
Ecco il secondo esempio:
2) Il personaggio A (e sottolineo Personaggio) si reca in una locanda
in cerca di avventurieri disposti ad accompagnarlo in una pericolosa
spedizione che culminera' nello sfidare un potente mostro e spiega
i motivi che lo portano ad intraprendere una simile impresa..
Il personaggio B rifiuta preferendo passare la giornata alla ricerca
di un fiore particolare richiesto dalla sua bella, mentre il personaggio
C, dopo aver contrattato un giusto compenso per i suoi servigi, accetta
l'incarico purche' si faccia prima tappa in una citta' vicina per cercare
altri compagni, ecc ecc.
Posto che ci si puo' divertire benissimo anche nel primo caso, non
sembra piu' intrigante, avvincente e coinvolgente il secondo? Non e'
una domanda retorica, semplicemente il secondo e' il modo di giocare
che io prediligo, ma non intendo imporlo, ognuno decida di giocare
come preferisce, ci tenevo solo a far conoscere entrambi gli approcci
(uno piu' disimpegnato, uno piu' intenso) affinche' si possa fare
una scelta ponderata.
Interpretazione
L'interpretazione consiste nel calarsi nei panni di un Personaggio che
vive nel mondo descritto dal tema del gioco, quindi nel pensare, agire
e parlare come farebbe lui ed in base alla situazione in cui si trova.
Questa e' l'accezione data al gioco di ruolo in questo mondo, il fatto
di avere un punteggio di forza piuttosto che un altro certamente puo'
aiutarci a interpretare un certo tipo di personaggio ma e' considerata
piu' che altro una questione tecnica.
Per quanto si desideri che il gioco sia sempre piacevole e spensierato
(non ci sono controlli rigidi ed eccessiva severita' nel valutare se
si sta interpretando correttamente), si invita a giocare di ruolo per
non limitare l'esperienza di gioco alla mera ripetizione di azioni
meccaniche (come l'uccisione di mostri e il collezionare oggetti).
Tema
Il tema del gioco e', in senso lato, la sua ambientazione (quindi storia,
geografia, popoli, politica, ecc) e la sua atmosfera (la situazione attuale, le
convenzioni usate per mantenere certi equilibri, ecc). Il rispetto del
tema e' fondamentale per garantire il corretto svolgimento del gioco e,
di conseguenza, il sano divertimento di tutti i giocatori, anche se
dovesse andare a discapito della liberta' di interpretazione.
L'interpretazione va quindi inquadrata nel contesto del tema.
In un mondo High Fantasy sono permesse molte cose, ma non tutto.
Ad esempio non avrebbe senso un personaggio che pretende di essere
di una razza inesistente o che pretende di venire da un luogo che
non appartiene al mondo rappresentato dal tema.
|