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Nautica

Non sono un esperto degli argomenti trattati in questo mini saggio. Mi sono documentato cercando di adattare il materiale trovato (quasi tutto relativo alla vela latina) alla navigazione con la vela quadra. Spero in futuro di poter aggiungere informazioni sulle principali manovre: partenza, attracco, virata, ecc. La segnalazione di errori e inesattezze eventualmente riscontrati in questo documento e' piu' che gradita.

L'imbarcazione

La parte anteriore della barca si chiama prua (o prora), la parte posteriore poppa, la destra si dice tribordo (ma anche dritta e destra), la sinistra si dice babordo (o sinistra); i fianchi dell'imbarcazione si chiamano murate. La parte dell'imbarcazione rivolta al vento e' detta sopravento, la parte opposta sottovento. La parte immersa dello scafo e' chiamata opera viva (o carena), la parte emersa opera morta. La copertura superiore dell'imbarcazione si chiama coperta, la zona a poppa dove trova posto l'equipaggio si chiama pozzetto. La deriva e' una pinna che evita lo scarroccio (deviazione laterale dalla rotta) all'imbarcazione. Sulle grandi navi la deriva e' molto pesante per impedire all'imbarcazione di scuffiare (ribaltarsi). Anche la pala del timone presenta una resistenza allo scarroccio oltre a consentire la direzione dell'imbarcazione. Il timone puo essere a barra o a ruota. La proiezione sull'asse longitudinale dell'opera viva e' chiamato piano di deriva ed il suo centro e' detto centro di deriva.

La distribuzione del peso sull'imbarcazione ha molta importanza. L'equipaggio si tiene generalmente sopravvento per contrastare l'azione del vento. In condizioni di vento scarso l'equipaggio si distribuisce per mantere in assetto l'imbarcazione. Per evitare che l'equipaggio finisca in acqua vi sono uno o piu' ordini di cavi metallici detti draglie che formano una specie di ringhiera lungo la parte interna delle murate (una sorta di parapetto). Le draglie sono sostenute dai candelieri e terminano su strutture di metallo detti pulpiti. Alle draglie si fissano i parabordi che proteggono l'imbarcazione dagli urti durante l'ormeggio in porto.

Albero

L'albero ha la funzione di sostenere le vele. L'albero e' sostenuto dalle manovre fisse (dette dormienti) che sono generalmente cavi metallici o funi fissati sulla sua cima o comunque nella sua parte superiore (a 7/8 dell'altezza). Le manovre fisse laterali sono chiamate sartie e possono essere piu' d'una per lato, quella anteriore (fissata alla prua) e' detta strallo, quella posteriore (fissata alla poppa) e' detta paterazzo. L'albero si appoggia su un buco ricavato nella coperta detto scassa dell'albero.

Vela

All'albero e' fissata la vela quadra. Essa e' realizzata cucendo assieme i ferzi. I tessuti utilizzati per realizzarli sono il lino ed il cotone. Pennone (in alto) e boma (in basso) sono le antenne su cui e' inferita la vela quadra. Il boma permette di far ruotare la vela sull'asse dell'albero in modo da prendere il vento anche di traverso. La vela e' regolata con cavi (o funi) detti manovre mobili: la drizza e' utilizzata per issare la vela all'albero e per ammainarla; la scotta per distenderla o restringerla. Per comodita' possono esserci piu' di una drizza e di una scotta, in genere se ne usano due, una per lato.

La vela quadra pur non favorendo particolarmente la navigazione contro vento, e' però adatta ad intraprendere una navigazione oceanica con vento in poppa e mare grosso.

Andatura

Poiche' la principale forza di propulsione e' quella del vento, e' molto importante la rotta che si segue rispetto alla sua direzione: l'andatura.

  • Andatura di poppa: si ha quando il vento e l'imbarcazione procedono esattamente nella stessa direzione o comunque entro un angolo di 60 gradi. E' detta anche andatura a fil di ruota. La vela e' stesa al massimo per raccogliere piu' vento possibile. Quando l'angolo tra la direzione del vento e la rotta e' vicino al limite, si ha una andatura detta di lasco.
  • Andatura di traverso: si ha quando la direzione del vento e' perpendicolare o quasi a quella dell'imbarcazione. La vela e' maggiormente raccolta verso il centro della barca per meglio prendere il vento.
  • Andatura di bolina: si ha quando il vento proviene dalla parte anteriore dell'imbarcazione. Nel caso si bolina stretta (esattamente controvento o comunque entro un angolo ristretto) con la vela quadra non si riesce proprio ad avanzare, quindi si cambia rotta oppure si ammaina la vela e si rema.

  • Vento Apparente

    Ci sono due tipi di vento: il vento reale e quello apparente. Quello reale si avverte quando l'imbarcazione e' ferma, infatti non c'e' alcuna influenza data dal nostro movimento; il vento apparente si forma non appena iniziamo a muoverci ed e' influenzato dalla velocita' e dalla direzione.


    Il vento apparente e' la somma vettoriale del vento reale e dell'inverso della velocita' dell'imbarcazione. La vela si regola in base al vento apparente.

    Resistenza e portanza

    La forza esercitata dal vento (colore blu) sulle vele si scinde in due: una (quella verde) spinge l'imbarcazione in avanti, l'altra (quella rossa) la spinge perpendicolarmente. Quando una imbarcazione avanza esattamente nella stessa direzione del vento allora ne sfrutta completamente la forza (disegno in alto), negli altri casi invece la forza rossa viene neutralizzata dalla chiglia e dal timone, mentre e' solo la componente verde a spingere la barca. Il flusso dell'aria incontra perpendicolarmente la superficie della vela gonfiandola e quindi spingendo l'imbarcazione. Ma come puo' un'imbarcazione risalire il vento? Bisogna introdurre il concetto di portanza.

    Per semplicita' omettiamo i principi di idrodinamica (che riguardano corrente e opera viva) e trattiamo, superficialmente, solo quelli di aerodinamica (che interessano vento e vela). La vela investita dall'aria e' soggetta ad una forza che puo' essere scomposta in portanza e resistenza. Col vento in poppa e' la resistenza ad avere la meglio, quindi la vela viene orientata in modo da risultare perpendicolare alla direzione del vento per sfruttare al massimo la pressione esercitata dalla resistenza sulla superficie velica. Nelle altre andature invece e' la portanza che predomina e quindi la vela si regola di conseguenza. Per avere la massima portanza, l'angolo di incidenza tra il vento e la vela deve essere piccolo (sui 15 gradi), per disturbare il meno possibile il flusso dell'aria deviato dalla vela. Orientando la vela in modo che la parte "posteriore" (rispetto alla direzione in cui vogliamo avanzare) riceva piu' aria e quella anteriore ne riceva meno, in modo da avere una faccia della vela sopravento e l'altro sottovento. La differenza di pressione che si viene a creare spinge le vele in direzione della zona con minore pressione, questa spinta non e' altro che la portanza e si divide in una spinta che fa avanzare l'imbarcazione e nello sbandamento laterale (scarroccio) il cui effetto e' pero' annullato o comunque attutito dalla chiglia dell'imbarcazione. La vela, lascata, devia il flusso del vento, piegandolo, ma senza spezzarlo per non formare vortici.


    Per spiegare in modo semplice il fenomeno della portanza, consideriamo il seguente esempio. Mettiamo una mano fuori dal finestrino di un auto in corsa. Se il palmo e' perpendicolare rispetto alla direzione del veicolo, la mano viene spinta indietro (per effetto della forza di resistenza), se il palmo invece e' rivolto verso il basso la mano viene spinta in alto (per effetto della portanza).

    Ordini

    Sulla barca gli ordini vengono impartiti e le riposte vengono date ad alta voce: il rumore delle onde e del vento e la distanza tra i membri dell'equipaggio ne impedirebbero altrimenti la comprensione. Spesso gli ordini sono preceduti da un comando di preparazione: "Pronti a mollare il corpo morto!". A tali comandi NON bisogna iniziare la manovra ma prepararsi ad effettuarla (ad esempio mettendo in chiaro le cime) e, quando si e' pronti, rispondere "Pronti!". A questo punto arriva il comando vero e proprio, "Mollare il corpo morto!", e tutto l'equipaggio svolge il proprio compito in modo coordinato.

    Navigazione

    L'equipaggio e' composto da capitano, timoniere, marinai e rematori, piu' eventuali passeggeri che comunque, almeno nelle imbarcazioni non troppo grandi, partecipano attivamente alle manovre e alla vita di bordo. In caso di lunghi itinerari e' presente anche un cuoco. Il capitano e' colui che traccia la rotta e impartisce gli ordini. Tiene inoltre un diario di bordo in cui, giorno per giorno, prende nota dei dati della navigazione e delle attivita' svolte nell'imbarcazione. Il timoniere e' preposto al governo del timone, il quale, oltre a permettere i cambi di direzione, agisce anche come freno, quindi va usato con molta maestria e coordinandone i movimenti con le regolazioni della vela. I marinai che fanno parte del resto dell'equipaggio sono difficilmente specializzati, ma possono piuttosto svolgere qualunque mansione: regolazione vela, operazioni relative a partenza e attracco, manutenzione, pulizia ponti, e persino adoperare i remi quando la situazione lo richiede; spesso infatti sono i marinai stessi a fungere da rematori quando non si puo' sfruttare la spinta del vento. L'orientamento e' basato sull'osservazione della posizione del Sole, delle stelle e dell'ambiente circostante (quando non si e' troppo lontani dalle coste). A prua si trova l'argano con i relativi accessori (paranchi, catene, cavi e canapi) per poter usare l'ancora e la bitta di ormeggio. Le navi piu' grandi sono provviste di una sottocoperta abitabile, accessibile tramite boccaporti, in cui sono presenti cabine per i passeggeri, cuccette per i marinai, una stiva per le provviste e altri locali adibiti a vari scopi. In altre navi le zone abitabili sono sovracoperta, nei castelli di prua e di poppa. I remi sono usati per le manovre e per i brevi percorsi, per il resto si usa la propulsione a vela. I remi sono appoggiati agli scalmi, ricavati da fori circolari praticati sulle murate, che permettono un buon gioco per la manovrabilita' del remo ma impedendogli contemporaneamente di cadere in mare.

    Costruzione navi

    L'intera struttura dello scafo poggia su un'unica trave, detta chiglia, disposta longitudinalmente da prua a poppa e che collega le ossature trasversali e riunisce il fasciame dei due fianchi dello scafo. Le ossature trasversali sono dette ordinate, e il fasciame, costituito da coste e tavole, le riveste. Il corso piu' spesso del fasciame che rinforza e protegge lo scafo e' detto cinta e forma l'involucro esterno della nave. Nel fasciame a paro le tavole sono collocate in successione; nel fasciame a sovrapposizione le tavole sono in parte sovrapposte come le tegole di un tetto.

    Il tutto e' giuntato soltanto con il sistema della cucitura: sulle tavole della barca si praticano tanti forellini e attraverso questi passa il filo di fibra vegetale che le lega insieme. Un sistema più difficile invece usa mortase e tenoni, cioè delle linguette di legno che vengono inserite in incastri della stessa forma, poi bloccati con dei chiodi in bronzo o con biette e cavicchi in legno.

    Una nave puo' essere costruita o montando prima l'ossatura, cioè la chiglia e le ordinate e poi su queste i corsi di fasciame (sistema su scheletro), oppure, al contrario, il fasciame viene montato sulla chiglia e dopo vengono montate le ordinate (sistema a guscio).

    Lo scafo richiede una buona impermeabilizzazione, che si ottiene ricorrendo alla pece, a sostanze cerose e resinose, queste ultime ricavate dall'incisione di alberi di pino.

    Alla chiglia, tramite perni, e' fissato il paramezzale che fa da supporto all'albero. Di seguito al posizionamente dell'albero (oppure al calcolo dello spazio da riservargli e dei fori da praticare per inserirlo in un secondo tempo), vengono costruite e fissate le strutture di sottocoperta (stiva, cabine, eccetera), compresi gli assi che reggeranno il peso delle strutture sovrastanti; poi si passa alla fase di copertura, alla costruzione dei ponti e cosi' via fino alle piu' piccole rifiniture.

    Glossario

    Andatura: rotta dell'imbarcazione rispetto alla direzione del vento.

    Armare: preparare la barca alla navigazione.

    Babordo (o sinistra): la sinistra rispetto alla direzione dell'imbarcazione.

    Boma: antenna inferiore a cui e' inferita la vela e che permette di orientarla in base alla direzione del vento.

    Bordeggio: poiche' un'imbarcazione a vela non puo' navigare controvento, e' necessario, per raggiungere una destinazione che si trova nella direzione da cui proviene il vento, procedere a zig zag, cioe' bordeggiare, cambiando continuamente il bordo di bolina.

    Carena (o opera viva): la parte dell'imbarcazione immersa.

    Coperta: la copertura superiore dell'imbarcazione.

    Corpo morto: punto saldamente vincolato rispetto alla terraferma a cui fissare la barca (di solito un cavo o una fune legata alla bitta di ormeggio dell'imbarcazione).

    Deriva: pinna che si trova sotto la nave.

    Disarmare: sfornire la barca delle attrezzature per la navigazione.

    Draglie: ordine di cavi metallici (o funi) che forma una ringhiera sui bordi della nave a cui appigliarsi per non finire in acqua.

    Drizza: manovra mobile per issare e ammainare la vela agendo sul pennone.

    Manovre fisse (o dormienti): cavi metallici (o funi) che sostengono l'albero dell'imbarcazione.

    Manovre mobili: cavi metallici (o funi) che regolano la vela.

    Murate: i fianchi dell'imbarcazione.

    Opera morta: la parte emersa dell'imbarcazione.

    Orzare: accostare verso il vento, cioe' avvicinare la prua al punto da cui il vento soffia.

    Parabordi: cuscinetti di sughero e stoppa per attutire urti e sfregamenti delle murate.

    Paterazzo: manovra fissa posteriore, fissata alla poppa.

    Pennone: antenna superiore a cui e' inferita la vela e che ha il compito di sorreggerla.

    Poggiare: accostare allargandosi rispetto alla direzione del vento, cioe' allontanando la prua dal vento.

    Poppa: la parte posteriore dell'imbarcazione.

    Pozzetto: la zona a poppa in cui trova posto l'equipaggio.

    Prua (o prora): la parte anteriore dell'imbarcazione.

    Rollare: oscillare attorno all'asse longitudinale dell'imbarcazione.

    Sartie: manovre fisse laterali.

    Scarroccio: deviazione laterale dalla rotta.

    Scassa: foro ricavato nella coperta su cui si appoggia l'albero.

    Scotta: manovra mobile per distendere o restringere in larghezza la vela.

    Scuffiare: ribaltarsi (rispetto all'asse della chiglia).

    Sopravento: la parte dell'imbarcazione rivolta al vento.

    Sottovento: la parte dell'imbarcazione opposta al vento.

    Strallo: manovra fissa anteriore, fissata alla prua.

    Timone: pala che regola la direzione dell'imbarcazione.

    Tribordo (o dritta): la destra rispetto alla direzione dell'imbarcazione.


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