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Strategia Militare

Le guerre consistono principalmente in assedi di vario genere, mentre le grandi battaglie a cielo aperto tra eserciti sono piuttosto rare. Gli eserciti si muovono come su una scacchiera, compiendo manovre e aggiramenti per conquistare citta' e fortezze di importanza strategica, evitando il piu' possibile di ingaggiare combattimenti, laddove si potrebbero subire ingenti perdite.

In occasione di battaglie campali e di scontri all'ultimo sangue, la vittoria va spesso all'esercito che sa sfruttare al meglio le tre componenti a propria disposizione: fanteria, cavalleria e arcieri. Fattori altrettanto importanti e determinanti sono l'uso intelligente del campo di battaglia, l'attenzione per il morale delle truppe, il carisma del comandante, la disciplina e le tattiche strategiche.

Dispiegamento

Nella maggior parte delle battaglie e' decisivo lo schieramento tattico degli eserciti avversari prima dell'inizio del combattimento vero e proprio. Le campagne di manovra e gli scontri in duello sono rari.

Prima della battaglia, i comandanti dividono le rispettive forze in contingenti, attribuendo ad ognuno un compito particolare. La prima divisione puo' essere quella tra soldati di fanteria, arcieri e cavalieri. Questi gruppi possono essere successivamente ripartiti in altri gruppi per l'assegnazione di missioni individuali o come gruppi di riserva. Il comandante puo' ad esempio organizzare numerosi "battaglioni" o "divisioni" di cavalieri, che, a seconda dei casi, possono essere mandati all'attacco o tenuti di riserva. Gli arcieri si possono disporre alla testa dell'esercito con un supporto di soldati di fanteria affiancato. Una volta stabilito l'assetto di battaglia, le decisioni principali vertono sul momento in cui fare avanzare le unita' predisposte. A battaglia iniziata, le possibilita' di fare dietro front o riorganizzare la formazione sono scarse. Raramente, ad esempio, un drappello di cavalieri puo' essere utilizzato due volte, poiche' dopo aver partecipato all'azione vengono solitamente affiancati da un rinforzo o fatti ritirare. La carica della cavalleria pesante comporta una tale confusione e un tale dispendio di equipaggiamento e cavalli che e' pressoche' impossibile ricostituire l'integrita' originaria dell'unita' da combattimento.

I comandanti in capo cercano di utilizzare il terreno a proprio vantaggio e inoltre organizzano perlustrazioni per valutare la potenza e i punti deboli del nemico.

Tattiche della cavalleria

La cavalleria e' in genere divisa in tre gruppi, o divisioni, da inviare in battaglia una dopo l'altra. La prima ondata apre la strada e disturba il nemico in modo che la seconda o la terza ondata possano aprirsi una breccia. Una volta costretto il nemico alla fuga, iniziano le reali operazioni di uccisione e cattura.

I comandanti all'occasione fanno smontare da cavallo i loro cavalieri in modo da controllarli meglio. Si tratta di una scelta comune per gli eserciti di piccole dimensioni che hanno poca speranza in fatto di cariche. I cavalieri disarcionati proseguono il combattimento e sostengono le comuni truppe a piedi, lottando protetti da palizzate o altre costruzioni da battaglia progettate per minimizzare l'impatto delle cariche di cavalleria.

Pali, trappole per cavalli e trincee vengono normalmente impiegati dagli eserciti per proteggersi dalle cariche della cavalleria. Gli attacchi contro ranghi di picchieri o arcieri lasciano sul campo solo un mucchio di cavalli e uomini fatti a pezzi. In questi casi i cavalieri sono obbligati a combattere a piedi o ad attendere l'occasione propizia per caricare. Cariche devastanti sono ancora possibili, ma solo quando il nemico e' in fuga, disorganizzato o non riparato dietro le difese temporanee presenti sul campo di battaglia.

Tattiche degli arcieri

Gli arcieri hanno il vantaggio di trovarsi nelle condizioni di uccidere e ferire i nemici senza intervenire in combattimenti corpo a corpo. Gli arcieri a piedi combattono in formazioni di centinaia e persino migliaia di uomini. Quando si trovano in un raggio di azione di novanta metri, in cui possono mirare a bersagli singoli, una freccia scagliata da una balestra o da un arco lungo puo' perforare un'armatura. E' esasperante per il nemico correre un rischio di questo genere, soprattutto se non e' in grado di affrontarlo. Quando si presenta la situazione ideale, gli arcieri disturbano gli avversari colpendoli ripetutamente. Il nemico puo' essere protetto dagli assalti della cavalleria grazie alle palizzate, ma non evitare tutte le frecce o i dardi che gli cadono addosso. Se il nemico lascia il suo rifugio per colpire gli arcieri, interviene la cavalleria pesante per salvarli. Se la formazione nemica tiene la posizione, viene fiaccata fino all'effettiva carica della cavalleria.

Lancio a raffica delle frecce: traendo beneficio dalla gittata dell'arco lungo, anziche' colpire singoli obiettivi, gli arcieri colpiscono l'area occupata dal nemico. Gli arcieri con arco lungo, per proteggersi dalla cavalleria nemica, portano sul campo di battaglia dei pali che vengono fissati al terreno con magli di fronte al punto da cui intendono tirare. Contro gli arcieri nemici possono contare sulla loro superiore potenza di fuoco, mentre si trovano in condizioni di svantaggio se attaccati da soldati a piedi.

Tattiche della fanteria

La tattica dei soldati a piedi e' semplicemente quella di ingaggiare un combattimento corpo a corpo con il nemico. L'ascesa della cavalleria ha posto momentaneamente in secondo piano il ruolo della fanteria sul campo di battaglia, principalmente perche' non esisteva una fanteria disciplinata e adeguatamente addestrata.

Ma col tempo e' stata sviluppata una formazione difensiva in cui gli uomini avanzano compatti protetti dai loro ampi scudi, formando una barriera. Questa formazione contribuisce a proteggerli sia dagli arcieri che dalla cavalleria, qualora un esercito non ne sia a sua volta dotato. I cavalli infatti non caricherebbero mai una barriera di pali irti o di punte di lancia; una forza disciplinata di lancieri e' cosi' in grado di bloccare la cavalleria pesante.

Un altro tipo di formazione, ugualmente valida, e' composta da un gruppo di lancieri disposti in cerchio. Ma per evitare le cariche della cavalleria si puo' sfruttare anche il campo di battaglia: un terreno paludoso ad esempio fornisce un vantaggio non indifferente alla fanteria.

Un'altra disposizione che ha molto successo e' la seguente: si forma un quadrato di picchieri, in cui le quattro fila esterne tengono le picche quasi orizzontali, con la punta rivolta leggermente verso il basso, per costituire una valida barriera contro la cavalleria, mentre le fila posteriori utilizzano alabarde per attaccare i nemici che ingaggiano un corpo a corpo con la formazione. Una fanteria adeguatamente addestrata e' in grado di spostarsi in gruppo in modo relativamente veloce, trasformando cosi' una formazione difensiva anche in una formazione d'attacco.

La risposta ai picchieri che si spostano in massa sono gli artiglieri che avanzano attraverso le fila compatte delle formazioni avversarie. I soldati sono armati in modo leggero per muoversi tra le picche e combattere agilmente con spade corte.


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